Ditemi
voi se è possibile che un capo di governo appaia in Tv agitando dei dati
palesemente falsi, nella fattispecie citando un numero di 7 milioni e
mezzo di cittadini intercettati dalla magistratura, bugia sulla quale si
fonda la legittimità di fare una legge restrittiva gradita a tutti i
ladri e delinquenti.
I dati ufficiali del Ministero della Giustizia parlano di 130 mila
decreti di intercettazioni all’anno, e l’80% sono intercettazioni per
reati di mafia. Il costo è di 272 milioni di euro, ampiamente ripagati
dal sequestro di beni mafiosi. E’ insopportabile che nell’ordinario
svolgersi di un dibattito parlamentare sia lecito inquinarlo con dati
falsi, senza che una istituzione dello Stato, indipendente (la Corte dei
Conti ad esempio), sia in grado in tempo reale di censurare le false
affermazioni, imporre una immediata rettifica con gli stessi tempi e
modi e la stessa ampiezza con cui i dati falsi sono stati diffusi.
L’ultima campagna elettorale, quella che 2 anni fa riportò Berlusconi al
governo, fu incentrata su un presunto disastro economico creato dal
Governo Prodi, senza che nessuno sia intervenuto d’autorità per
annullare una campagna basata su dati falsi.
I dati della Banca d’Italia ci dicono che entrambi i governi, Berlusconi
e Prodi, hanno aumentato il debito pubblico, ma l’aumento del governo
Berlusconi è di molto superiore.
Qui non si tratta di false promesse, tipo quella di abbassare le tasse,
ma della consuetudine di mentire ai cittadini, che oggi si fa con cinica
disinvoltura, facendo di ogni dibattito una buffonata, dove prevalgono i
professionisti della rissa e della menzogna.
Anche le inaudite affermazioni che esiste una parte di magistratura
politicizzata che perseguita Berlusconi (con decennale insistenza), le
“toghe rosse” che tramano per far cadere un governo legittimato dal
popolo, dovrebbero avere una risposta istituzionale, costringendo chi fa
queste accuse all’onere della prova, a fare nomi e cognomi, altrimenti
deve essere idenunciato per calunnia. Un cittadino può essere un buon
elettore solo se possiede dati validi su cui dare il proprio giudizio, e
solo una istituzione di grande indipendenza, terzietà e serietà può
fornirgli informazioni depurate da propaganda e bugie.
Anche a livelli minori, come per le percentuali di adesione ad uno
sciopero, o per il numero dei manifestanti, il cittadino è privato dalla
possibilità di capire come sono andate realmente le cose, essendoci tra
i dati della questura e quelli degli organizzatori delle differenze
abissali.
Anche qui sapere con certezza non sarebbe difficile, basterebbe avere
una foto aerea dall’elicottero della Polizia, quando i cortei sono tutti
arrivati in piazza, metterci sopra una carta millimetrata a quadretti,
contare le persone in un quadretto, e fare una semplice moltiplicazione
per il numero di quadretti occupati dalla folla, una specie di “auditel”
accettato da tutte le parti. Si saprebbe la verità con un margine di
errore minimo, bisognerebbe solo avere rispetto dei cittadini e della
verità.
Comunque, tornando all’aspetto principale, già ora la Corte dei Conti
potrebbe attivarsi con un sito per fornire i dati ufficiali richiesti
dai cittadini. La democrazia si costruisce con questo tipo di mattoni. Lasciaci un tuo commento |
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