Rai per una notte, AnnoZero, Ballarò, Michele Santoro, Marco Travaglio, Paladozza

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Rai per una notte

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Biografia di Michele Santoro

Michele Santoro venne laureato con lode in filosofia presso l'Università di Salerno, dove ebbe per relatore Biagio De Giovanni, ha iniziato la sua militanza politica nel gruppo maoista Unione Comunisti Italiani  e, contemporaneamente, la sua carriera giornalistica sul periodico Servire il popolo, edito dalla stessa organizzazione e chiuso nel 1975 con lo scioglimento dell'UCI.

Successivamente passò al quindicinale del PCI campano La Voce della Campania, di cui fu direttore da marzo 1979 per nove mesi, quando venne allontanato per le sue posizioni eterodosse rispetto alla linea ufficiale del partito.

Collaborò quindi con L'Unità, Il Mattino ed Epoca. Prima di essere assunto in RAI nel 1982, ha lavorato per la radio come conduttore di rubriche e autore di sceneggiati radiofonici (Via le odiate macchine, Radio Uno).

Nel 1998 vince il Premio Cimitile con l'opera "Michele chi?" (Edizioni Baldini & Castoldi);

La carriera televisiva
In televisione, dopo una breve esperienza agli esteri del TG3, ha realizzato speciali e settimanali su Tresette, Oggi dove, Specialmente sul Tre e Tg terza. È stato autore e conduttore di vari programmi come Samarcanda, Il Rosso e il Nero e Temporeale. Nel 1991 ha pubblicato il libro Oltre Samarcanda (Ed. Sperling & Kupfer) e nel 1996 Michele chi? (Ed. Baldini e Castoldi).

Nello stesso anno ha lasciato la RAI per passare a Mediaset come direttore della testata Moby Dick e poi Moby's su Italia 1.

Nel 1999 è ritornato in Rai con il programma Circus su Rai Uno. Nel 2000 nasce Sciuscià. Dall'autunno dello stesso anno è autore e conduttore de Il Raggio Verde su Rai Due. Subito dopo l'11 settembre 2001 propone, sempre su Rai Due, lo speciale Siamo tutti americani? seguito dalla serie Emergenza Guerra.

Il "caso Satyricon" e le polemiche del centrodestra su Santoro
Nel 2001, l'intervista a Marco Travaglio a Satyricon - in cui il giornalista parlò di fatti inerenti la nascita di Fininvest, dei rapporti della famiglia Berlusconi con il boss mafioso Vittorio Mangano e di una delle ultime interviste di Paolo Borsellino - provocò roventi reazioni da parte dei politici della destra e Santoro dedicò all'episodio una puntata della sua trasmissione "Il raggio verde". L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, capeggiata dal presidente Enzo Cheli nominato dal Presidente del Consiglio Giuliano Amato, ricevette un esposto di Forza Italia (i cui esponenti erano del tutto irritati dal modo in cui veicolava la vicenda Mangano-Dell'Utri in trasmissioni RAI, come quelle di Santoro) contro la puntata de Il raggio verde dedicata alla mafia e al caso Satyricon, accusata di violare la par condicio e di favorire l'Ulivo. L'"Authority" però ribadirà che «Il raggio verde non è un programma di comunicazione politica o una tribuna elettorale, ma una trasmissione di informazione e approfondimento che deve seguire l'attualità, le notizie», ribadendo anche che, essendo il regime di par condicio non ancora effettivamente iniziato, non è possibile procedere in alcun modo. Inoltre, secondo il centrodestra, la puntata incriminata non permise agli esponenti di centrodestra di intervenire, mentre, di fatto, era stato il centrodestra stesso a disertare il dibattito in RAI (per protesta contro il caso Satyricon), impedendo ai propri esponenti di parteciparvi (alla puntata incriminata le ragioni della coalizione di centro-destra furono sostenute dal giornalista Paolo Guzzanti de Il Giornale).

Più volte nel corso del 2001, la trasmissione Il raggio verde, perennemente accusata dal centrodestra di "faziosità" a favore del centrosinistra, dedicava molto spazio allo schieramento di centrodestra, soprattutto dopo che il caso Satyricon vide esplodere furiose polemiche da parte del centrodestra, per presunto "tentativo di complotto politico". In particolare, Santoro ebbe l'ordine dall'Authority di presentare una puntata "riparatoria" a favore di Marcello Dell'Utri (per consentirgli il diritto di replica), contro quella sul caso Satyricon, contestata per lo spazio in gran parte dedicato al caso Mangano-Dell'Utri; in tale puntata riparatoria, il centrodestra, per voce di Dell'Utri, avrebbe potuto esprimere il proprio dissenso per il libro "L'odore dei soldi" (scritto da Marco Travaglio ed Elio Veltri), che durante la presentazione alla trasmissione di Daniele Luttazzi Satyricon scatenò la polemica sulla presunta complicità in mafia della famiglia Berlusconi. Tuttavia, la puntata contestata da Forza Italia (come raccontato dallo stesso Marco Travaglio nel libro "Regime") aveva trasmesso la registrazione ufficiale della semisconosciuta intervista nel 1992 del giudice Paolo Borsellino ai reporter francesi Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, in cui si parlò dei legami di Berlusconi e Dell'Utri con Cosa Nostra, tramite personalità di mafia quali Vittorio Mangano o Stefano Bontate.

Inoltre, nella medesima puntata, Silvio Berlusconi intervenne telefonicamente (peraltro scavalcando le intenzioni di diserzione del programma manifestate da parte del centrodestra), accusando il programma di essere "un processo in diretta" e sostenendo anche la necessità di continuare a disertare i programmi RAI per ottenere maggiori garanzie di integrità; per queste ragioni, nonché per il suo atteggiamento sul tema del caso Satyricon venne duramente criticato, su Telemontecarlo, dal giornalista liberale Indro Montanelli (durante una intervista), che accusò Berlusconi e Fini (colpevole di aver annunciato future epurazioni in RAI da parte della CdL) di "fascismo squadrista" e di "grave intolleranza e sensibilità verso la satira [riferendosi alla contestata puntata di Satyricon di Daniele Luttazzi, NdA]".

In seguito, in una successiva puntata de Il raggio verde, Santoro mandò in onda la suddetta videointervista di Telemontecarlo a Montanelli, provocando le reazioni di Vittorio Feltri, presente in studio, che accusò Montanelli di incoerenza; Marco Travaglio, anch'egli presente in studio, rispose a Feltri, parlando del "golpe" di Berlusconi alla redazione de Il Giornale, che sottrasse brutalmente a Montanelli la dirigenza del suo quotidiano; successivamente, Indro Montanelli telefonò direttamente nello studio ringraziando Travaglio, spiegando le sue vicende con Berlusconi sul tema del quotidiano Il Giornale, concludendo con un breve dialogo con Feltri sulla questione della presunta "incoerenza" attribuita da Feltri allo stesso Montanelli.

Il 25 aprile 2001, Forza Italia presentò all'Authority il secondo esposto contro Il raggio verde, per la puntata con Dell'Utri; l'esposto venne questa volta accolto dall'Authority, ma venne poi molto contestato dalla RAI: il capo dell'ufficio legale Rubens Esposito, contestò duramente l'esposto per la presunta "inapplicabilità", la mancanza di dettagli su come sarebbe avvenuta la violazione e la mancanza di possibilità di difesa e contraddittorio, da parte di Santoro, al quale Esposito ha ribadito «l'incomprimibile esercizio del suo diritto di opinione e di critica del tutto compatibile e coerente con il suo ruolo di conduttore di una trasmissione puramente informativa, e non a tematiche politiche». In seguito, Forza Italia presentò altri due esposti all'Authority per chiedere la chiusura del programma, ma essi furono respinti, e venne dichiarato che il verdetto finale dell'Authority sarebbe stato rinviato a dopo le elezioni politiche del 13 maggio 2001, in cui Silvio Berlusconi e la sua coalizione ebbero la vittoria (una vittoria che nei sondaggi venne prima vista come quasi certa, poi ritenuta sostanzialmente in bilico, dopo lo svolgimento del caso Satyricon).

Il 20 maggio 2001, il neoeletto Presidente del Consiglio Berlusconi presentò il quinto esposto all'Authority, che venne nuovamente accolto e che (per la prima volta) condannò definitivamente la RAI a una multa di 40 milioni di lire per non aver dato sufficiente prevalenza a Dell'Utri nella puntata riparatoria. In realtà è dato per certo che nella suddetta puntata, che vide contrapposti Marcello Dell'Utri e Antonio Di Pietro, il primo parlò più del doppio del secondo (66 minuti per Dell'Utri, contro i 30 minuti di Di Pietro). Inoltre, l'Authority, nella sua sentenza, non citò nessuna fonte o elemento della puntata incriminata che potesse essere a prova della sentenza. Per questi ed altri motivi, il presidente della RAI Roberto Zaccaria, rifiuta la condanna, difendendo l'equilibrio del programma Il raggio verde e facendo ricorso al TAR del Lazio, ma l'Authority gli rispose portando la multa da 40 milioni a 200 milioni di lire.

L'editto bulgaro, l'allontanamento dalla RAI e la reintegrazione
Nel novembre 2001 comincia Sciuscià Edizione Straordinaria. Il 18 aprile 2002, durante una conferenza stampa a Sofia, in Bulgaria, Santoro, il giornalista Enzo Biagi e il comico Daniele Luttazzi vengono duramente attaccati dall'allora Presidente del Consiglio Berlusconi, il quale li definì come individui che hanno fatto "un uso criminoso della televisione pubblica" (episodio noto come Diktat Bulgaro). Santoro replicherà a questo atto censorio di Berlusconi, definendo il premier come "un vigliacco, che abusa dei suoi poteri per attaccare persone più deboli di lui, alle quali non concede il diritto di difesa". Nella puntata di Sciuscià del giorno successivo, il giornalista, per protesta, inizierà la puntata intonando il canto partigiano "Bella ciao". Il 31 maggio va in onda l'ultima puntata di Sciuscià: il Cda RAI, a maggioranza di centrodestra, cancella il programma, per "motivi di tutela aziendale"; verranno licenziati e allontanati dalla RAI anche Biagi (rapporto cessato per scadenza del contratto e non rinnovato) e Luttazzi.

L'Authority, dopo il sesto esposto di Forza Italia, richiama alla RAI anche il programma Sciuscià Edizione Straordinaria. In seguito a queste vicende, e al conseguente allontanamento dall'azienda, Michele Santoro ha fatto causa alla RAI per licenziamento senza giusta causa, in una querela che si concluse nel 2005 con una sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Roma che dà ragione a Santoro e quindi condanna la RAI ad un risarcimento danni pari ad 1 milione e 400 mila € e ordina la reintegrazione del giornalista nelle funzioni in RAI per programmi di prima serata., Condanna della RAI per licenziamento Santoro, In seguito Santoro è tornato con un programma RAI in prima serata, ma soltanto nel settembre del 2006, dopo l'insediamento, cioè, del secondo governo di Romano Prodi.

L'esperienza politica
Da questo momento trasforma quella che ritiene la sua personale "battaglia per la libertà di informazione" in un impegno politico: aderisce al programma di Romano Prodi e si candida come parlamentare europeo nel 2004 per la lista di Uniti nell'Ulivo: viene eletto eurodeputato. Candidato nelle circoscrizioni nord-ovest e sud ed eletto in entrambe, Santoro riceve in totale circa 730.000 preferenze (il più alto numero di preferenze tra i non capolista). Aderisce al gruppo parlamentare del Partito del Socialismo Europeo insieme alla collega Lilli Gruber, candidata nella medesima lista.

Al Parlamento europeo è stato membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Commissione per la cultura e l'istruzione; della delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Croazia; della delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia.

Il ritorno in televisione
Il 19 ottobre 2005 presenta le sue dimissioni da parlamentare europeo per partecipare alla prima puntata del programma televisivo Rockpolitik condotto da Adriano Celentano. Santoro rescinde il proprio mandato parlamentare per non dover sottostare alle limitazioni sulla presenza di politici in TV imposta dall'Autorità garante, e partecipa alla trasmissione.

A fine marzo 2006 viene affidato a Michele Santoro un nuovo programma televisivo di approfondimento incentrato sul tema politico del "dopo elezioni". Il programma, trasmesso da Rai Due e intitolato AnnoZero, articolato in undici puntate, avrebbe dovuto essere trasmesso a partire dal 27 aprile 2006. L'avvio del programma, tuttavia, è avvenuto il 14 settembre 2006. Sono stati scelti come ospiti fissi il vignettista Vauro, i giornalisti Marco Travaglio e Rula Jebreal e la fotomodella Beatrice Borromeo, oltre al suo collaboratore storico Sandro Ruotolo. Nella puntata inaugurale, a fine trasmissione era presente Fausto Bertinotti. Uno degli argomenti di attualità che ha trattato la prima puntata del programma riguarda i frequenti maltrattamenti degli immigrati nei cosiddetti centri di accoglienza, detti anche centri di permanenza temporanea; molto spazio è stato dato inoltre a un reportage sulla situazione lavorativa degli operai dell'edilizia in Lombardia, soprattutto immigrati spesso irregolari.

Numerose le polemiche scaturite nel centrodestra (da sempre ostile alle trasmissioni televisive di Santoro) e dai vertici RAI, da alcune prese di posizione di Santoro durante la trasmissione, accusata di essere "faziosa" e "strumentale". Nella puntata del 16 novembre 2006, dedicata alla Sicilia, al lavoro che non c’è ed ai numerosi sprechi di denaro pubblico, Santoro è accusato di demagogia dal Presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Cuffaro, alle domande del conduttore che lo incalza con le prime pagine dei quotidiani che parlano degli stipendi d'oro dei dirigenti regionali, risponde rivelando un presunto stipendio annuo RAI di Santoro pari a circa 800.000 €, ben due volte superiore di quello del più pagato dirigente siciliano.

Altre polemiche sono state scatenate anche dalla puntata del 1º maggio 2008, nella quale Santoro ha invitato in studio, tra gli altri, l'allora Assessore alla cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, e ha mandato in onda le parti del comizio tenuto dal comico Beppe Grillo al V2-Day, nella quale erano criticate alcune azioni di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, e di Umberto Veronesi, oncologo. Pesanti attacchi alla trasmissione furono effettuati contro Santoro e contro Grillo in modo trasversale. In più, la puntata fu caratterizzata dalla tipica irascibilità di Sgarbi, che ad alto tono di voce, insultò Beppe Grillo ed il giornalista Marco Travaglio (presente in studio), accusò lo stesso Grillo di "antiamericanismo" (in riferimento allo spezzone di video nel quale Grillo parlò, criticando apertamente la presenza di più di 70 basi NATO in Italia), difese le persone di Napolitano e Veronesi sovrapponendosi alla voce di Grillo e di Travaglio, affermando,che «Enzo Biagi non è stato cacciato dalla RAI», e che, sempre riferendosi a Biagi, «gli hanno proposto un altro programma su Rai Tre ad un diverso orario e lui non accettò».
Il 15 gennaio 2009 è stato accusato da Lucia Annunziata, dal presidente RAI Claudio Petruccioli, dal presidente della Camera Gianfranco Fini, dall'ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir e da diversi altri esponenti politici del centro-destra e del centro-sinistra di aver impostato una puntata di AnnoZero in un modo estremamente fazioso. All'Annunziata Santoro ha risposto invitandola ad entrare nel merito dei contenuti della puntata e di non fare critiche generiche al programma, invece a Fini ha risposto tramite il sito internet di AnnoZero, dicendogli di non scavalcare i suoi compiti istituzionali chiedendo una censura per un programma televisivo.

La questione della "faziosità" e le considerazioni finali
Come già prima menzionato, più volte l'Authority e lo schieramento politico di centrodestra hanno denunciato la presunta "faziosità" del giornalista, in un insieme di accuse che sono poi arrivate ad una serie di procedimenti e azioni volte contro Santoro. Secondo Marco Travaglio, la motivazione che sta alla radice di queste gravi accuse e dei procedimenti è direttamente proveniente dal mondo della politica e dovuta, in principio, alle controversie politiche sul caso Mangano-Dell'Utri e sul caso Satyricon, e successivamente su molti altri casi di condizionamento della gestione della RAI da parte dei vertici di amministrazione, che sono di nomina politica, riguardo alcune puntate della trasmissione Anno Zero (come per il caso De Magistris o per il caso Grillo-Sgarbi). Infatti, come raccontato nel libro Regime (scritto insieme a Peter Gomez), il "meccanismo" che il mondo politico escogitò più volte per epurare Santoro quale "personaggio scomodo" funzionò con tecniche che partirono dalle accuse di "faziosità" per lo screditamento in pubblico, l'impiego degli esposti all'Authority per infliggere sanzioni, l'editto di Sofia, arrivando infine al licenziamento ufficiale dalla RAI per mezzo di scaramucce e scuse di vario genere. Infatti, l'Authority (ideata dai Governi di centrosinistra) è una agenzia lottizzata, e quindi amministrata in toto dalle istituzioni politiche, nelle quali molti politici (in particolare nello schieramento di centrodestra, come più volte menzionato), dimostrerebbero, secondo giornalisti e studiosi come lo stesso Travaglio, "tutto l'interesse nell'epurazione di Santoro, quale "giornalista scomodo"".

Secondo molti commentatori politici, Santoro è stato un giornalista e reporter che ha messo alla luce molti aspetti sconvolgenti del paese dando voce alle voci emergenti e minoritarie, compresi i piccoli movimenti politici (come il MSI o la Lega lombarda) oscurati in altre trasmissioni RAI. Per quest'ultima caratteristica di Santoro, Achille Occhetto lo definì un "leghista di sinistra".

Nel 1994, Umberto Bossi dichiarò alla Commissione Cultura della Camera quanto di seguito: "Senza le trasmissioni di Santoro l'Italia non avrebbe preso coscienza degli sprechi di denaro pubblico e del disastro sociale del Sud".

Secondo l'Auditel, le trasmissioni di Santoro hanno avuto un largo share televisivo in RAI, dal 1986 fino al 2008. A partire dal 1986, il programma televisivo Samarcanda, portò lo share di Rai3, inizialmente del 2%, fino al 15%, mentre il programma stesso raggiunse il 30% di share medio. Le puntate delle trasmissioni Il raggio verde e Sciuscià, a partire dal caso Satyricon fino all'epurazione di Santoro, ebbero share televisivi compresi tra il 18% e il 25%, pari al programma di attualità più visto in televisione.

Santoro ha inoltre subito numerose critiche ed accuse di faziosità sia da politici di centrodestra e centrosinistra sia da una parte della stampa (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa ecc.) a seguito della puntata di Anno Zero del 15 gennaio 2009 (trattante il conflitto israelo-palestinese ed abbandonata in diretta da Lucia Annunziata).

Condanne penali
Michele Santoro il 5 novembre 2007 è stato condannato dal Tribunale di Varese per diffamazione a mezzo televisivo per aver accostato nel 2000 in una puntata della trasmissione da lui diretta "Il raggio verde" l’associazione culturale "Terra Insubre" ad alcuni movimenti razzisti di estrema destra.

Le minacce di morte della Mafia
Nel mese di giugno del 2009 la Digos indaga su una lettera contenente un proiettile di fucile winchester e la scritta “morirai” inviata a Michele Santoro agli uffici della Rai. La Procura di Roma aprì un fascicolo contro ignoti.

Nel maggio del 2010 alla redazione palermitana di Repubblica viene recapitata una busta contenente un proiettile e una lettera dattiloscritta contenente minacce di morte ad Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, Sergio Lari procuratore di Caltanissetta, Michele Santoro, Sandro Ruotolo, Massimo Ciancimino, al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza.


Biografia di Marco Travaglio

Marco Travaglio è nato a Torino il 13.10.1964, dove tuttora vive. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea in Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. E’ giornalista professionista dal 1992. Ha iniziato la sua carriera di giornalista al settimanale torinese Il Nostro Tempo. Ha lavorato a Il Giornale diretto da Indro Montanelli dal 1987 al 1994, quando è passato alla Voce, diretta sempre da Montanelli. Nel 1995, alla chiusura della Voce, ha collaborato come free-lance con diversi quotidiani e settimanali, fra i quali Il Giorno, L’Indipendente, Cuore, Il Messaggero, Il Borghese, Sette-Corriere della Sera; nonché con Il Fatto di Enzo Biagi su Rai1. Nel 1998 è stato assunto a La Repubblica, dove tuttora lavora come collaboratore (sul sito www.repubblica.it cura la rubrica “Carta Canta”. Collabora anche con L’Espresso, con Micromega, con L’Unità (dove tiene la rubrica “Uliwood Party”), con Linus, con A e con Giudizio Universale. I suoi settori di specializzazione sono la cronaca giudiziaria e l’attualità politica. Ha pubblicato molti libri. Gli ultimi sono La Scomparsa dei fatti (il Saggiatore, Milano 2006) e Uliwood Party (Garzanti, 2007).


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